Tre minuti di follia sono costati al Sagres la finale playoff del campionato di serie C. Dopo aver giocato ad armi pari con gli avversari, ribattendo colpo su colpo e trovandosi sotto di un solo gol, gli uomini di Cirelli hanno pagato carissimo uno sbandamento a inizio ripresa lungo appunto tre giri d’orologio, nel quale hanno incassato in rapida successione altrettanti gol che hanno scavato un solco incolmabile; peccato, ma in ogni caso la partita che i portoghesi dovevano vincere era quella della settimana scorsa, e in quell’occasione non hanno fallito.
Tranne Molinelli, ancora ai box, per una volta la formazione è al completo e il Bister può permettersi di scegliere: inizialmente vanno in campo Sonnoli, Cammelli, Barzagli, Magi e Ferraro, con Falangi e Sanna in panchina. Gli A.S.Surdi sono forti di un attacco da più di 160 reti stagionali, dunque la tattica studiata da Cirelli prevede una copertura totale degli spazi grazie al lavoro in fase difensiva di Magi, mentre a Ferraro viene affidato il compito di tenere palla e possibilmente far male in contropiede. L’inizio del match sembra dar ragione al Carletto Mazzone pratese: gli avversari tengono palla ma producono solo una serie di passaggi orizzontali che non porta al tiro, mentre i bianco-rossoverdi vanno vicinissimi al gol con Magi, che in due occasioni consecutive viene lanciato da Ferraro, tenta il tocco sotto ma trova le risposte miracolose del portiere. Poco dopo, però, l’estremo difensore altrui può fare ben poco quando Ferraro supera due difensori (uno dei quali con un sombrero delizioso) e scarica in rete da pochi passi il pallone dell’1-0. La situazione è la più favorevole per il Sagres, tuttavia la squadra perde compattezza con il passare dei minuti e subisce due gol in rapida successione, fortunatamente riequilibrati dal pareggio di Magi. In chiusura di tempo gli A.S.Surdi si riportano in vantaggio su punizione e vanno al riposo avanti 3-2. Come detto in apertura, l’inizio della ripresa segna l’andamento dell’intera partita a causa di tre minuti di blackout generale: i portoghesi perdono alcuni palloni balordi, subiscono dei contropiedi evitabili e finiscono per incassare tre gol, dimostrando peraltro di non essere fortunati quando Cammelli devia sotto l’incrocio dei pali un pallone destinato al terzo anello. Il Bister chiama il pressing e mette in campo una formazione iper-offensiva, ma la rete che potrebbe riaprire il discorso non arriva (Sanna ne sfiora un paio, Ferraro reclama un rigore netto, Falangi coglie un palo) e per i bianco-rossoverdi la corsa si ferma in semifinale.
Partita strana, giocata alla pari per un tempo e persa malamente a causa di alcuni brutti errori concentratisi tutti in un arco di tempo talmente ridotto da non consentire neppure di chiamare un timeout per dare respiro ai giocatori. Perdere non fa mai piacere, ma la sconfitta è comunque indolore: ciò che contava era essere promossi in serie B e questo obiettivo è stato centrato, perciò dobbiamo essere tutti orgogliosi della stagione che abbiamo disputato e possiamo festeggiare senza troppi rimpianti.
Le pagelle.
Sonnoli 6-: dopo le parate incredibili nei quarti di finale incappa in una partita storta, specie quando deve opporsi ai calci di punizione dal limite. Inizia con un paio di buoni interventi, poi incassa alcuni gol evitabili e si innervosisce un po’, ritrovando la solita freddezza a risultato ormai compromesso. Niente di grave, la sua grandissima stagione non verrà certo offuscata da questa prestazione non del tutto convincente. Seratuccia.
Cammelli 6,5: rispetto a lunedì scorso anche lui appare un po' sottotono e non riesce a fornire una delle sue classiche prove difensive mastodontiche, pur non demeritando. Saltato alcune volte di troppo rispetto al suo standard, prova a rimediare con il mestiere di cui non difetta, ma non sempre riesce a tappare tutti i buchi. Ciliegina sulla torta l'autogol con cui segna il quarto gol avversario, un tocco di coscia che rende assolutamente imprendibile un tiro altrimenti centrale. Niccolai.
Barzagli 6: viene schierato da subito in difesa e all'inizio si adatta molto bene al campo grande, che probabilmente gli ricorda uno di quei terreni da calcio a 11 su cui si trova a suo agio. Commette un errore sul gol del l'1-1 e da quel momento perde un po' la bussola, come dimostrano i falli con cui concede agli avversari molte punizioni pericolose dal limite. Migliora nella seconda parte della ripresa, quando si inventa anche un grande assist per Sanna che però non aggancia davanti al portiere. Incompreso.
Falangi 6/7: non gioca moltissimo a causa di una forma fisica generale non proprio smagliante, tuttavia quando entra fa valere la sua tecnica e la sua visione di gioco superiori alla media. Partendo da dietro salta spesso l'uomo e crea la superiorità necessaria per andare al tiro, anche se cerca più spesso l'assist per i compagni. Coglie un palo nel finale e forse lascia qualche buco di troppo dietro, ma tirando le somme è uno dei più positivi. Conferma.
Magi 7: è uno dei pochi, forse l'unico, a giocare con la stessa intensità del quarto di finale con il Pratofinish, e risulta senza dubbio il migliore dei suoi. Corre per tre e questo forse gli toglie lucidità davanti al portiere (autore comunque di due veri miracoli contro di lui), ma per il resto la sua prova è encomiabile sotto tutti i punti di vista. Con il gol segnato quasi raggiunge Sanna in testa alla classifica dei marcatori della squadra, una cosa letteralmente impensabile fino a pochi mesi fa. Bomber.
Ferraro 6,5: inizia come un’iradiddio, servendo due assist di gran lusso a Magi e segnando un gol strepitoso sia nel controllo che nella finalizzazione. Nel secondo tempo, però, rientra meno e perde alcuni palloni da cui scaturiscono contropiedi letali, come nel sesto gol avversario, denunciando una perdita progressiva di lucidità che si palesa anche in un paio di ghiotte occasioni fallite. Paradossale come l’arbitro non gli fischi nulla, forse un caso di rivalità tra fischietti? Gelosia.
Sanna 6+: teoricamente gioca in attacco, ma tra mancate assistenze e lavoro difensivo in pratica va al tiro giusto un paio di volte in tutta la gara. Dal punto di vista dell’impegno e del sacrificio è tra i migliori, non fa mai mancare il suo aiuto dietro e quando c’è da pressare è il primo a disturbare gli avversari, peccato però che non risulti altrettanto efficace davanti. Rischia di finire la stagione sotto i 30 gol, lo perdoniamo perché si sposa ma dal prossimo anno deve tornare a pedalare. Distratto.
Cirelli 6,5: come sempre studia la tattica nei minimi particolari, e finché la squadra non si scollega del tutto dal match per quei tre maledetti minuti il suo piano funziona piuttosto bene. Dopo l’imbarcata prova a rimediare mettendo dentro tutti i giocatori più offensivi, che premono a lungo ma non riescono a trovare il gol. L’unico rimprovero che gli si può muovere è il non essere riuscito a riattivare i suoi durante il blackout decisivo, ma va detto che la successione delle reti avversarie è stata davvero rapidissima. Sorpreso.
Nessun commento:
Posta un commento