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venerdì 27 maggio 2011

Finale Terzo-Quarto posto: Sagres F.C. 1-3 Olimpia Tavola (Sanna).

Sfiorata l’impresa per un Sagres largamente rimaneggiato, ma comunque in grado di dare battaglia fino all’ultimo minuto all’Olimpia Tavola. I portoghesi hanno dunque concluso la stagione al quarto posto, completando una grande cavalcata nel girone di ritorno con la promozione in serie B e arrendendosi solo in semifinale agli A.S.Surdi, laureatisi poi campioni con il 4-1 rifilato ieri al C.A. Montemurlo.
Una serie di sfortunate coincidenze toglie alla squadra Magi, Ferraro e Falangi, e nonostante la buona volontà Molinelli non è in grado di giocare; la formazione assomiglia perciò al parto di una mente perversa, visto che è composta da Sonnoli, Cammelli, Barzagli, Sanna e Cirelli, in campo da titolare e per quasi tutta la durata della partita. L’atteggiamento tattico possibile è uno solo: squadra raccolta nella propria metà campo, Sanna ad agire da difensore aggiunto e Cirelli unica punta col compito di disturbare i portatori di palla avversari; la fase offensiva si basa ovviamente sul contropiede e sulle iniziative del capitano, che prova spesso a partire da lontano, saltare l’uomo e accentrarsi per il tiro. Contro ogni pronostico i bianco-rossoverdi tengono benissimo fino alla metà del primo tempo, difendendosi con ordine (ottimo Sonnoli sulle conclusioni dell’Olimpia) e pungendo con alcune ripartenze insidiose; purtroppo la panchina è cortissima e il fiato, complice anche il caldo pazzesco nella fornace della Cartaia, comincia a calare, cosicché un claudicante Molinelli è costretto a entrare per dare un cambio al Bister. Col numero 14 in campo il Sagres subisce la prima rete avversaria, un autogol di Barzagli su un tiro-cross dalla destra. All’intervallo il risultato è di 1-0 per l’Olimpia, ma dopo pochi minuti della ripresa Sanna batte una punizione insidiosa da sinistra e trova il tocco del numero 6 avversario che ristabilisce la parità anche nel numero di autoreti. La partita diventa accesa nonostante la posta in palio sia solo il terzo posto e i portoghesi riprendono a giocare con grandissima intelligenza, occupando gli spazi e facendo il possibile per lasciare ai rivali solo tiri da lontano. E’ proprio su una di queste conclusioni da fuori, però, che l’Olimpia si riporta avanti, complice anche un’altra deviazione (stavolta assai lieve) di Barzagli. I bianco-rossoverdi non perdono le speranze e provano a scoprirsi un po’, pressando con due giocatori e alzando il baricentro, e costruiscono alcune occasioni, la più ghiotta delle quali capita sul destro di Molinelli (entrato temporaneamente per fare il puntero), che colpisce di collo pieno dopo una respinta del portiere su tiro di Sanna ma manda il pallone a lato. L’assalto finale del Sagres produce un tiro da fuori insidioso di Cammelli e un palo di Sanna da corner, tuttavia l’Olimpia resiste e a 30 secondi dalla fine piazza il 3-1 con il più classico dei contropiedi.
Si chiude con una sconfitta la stagione 2010/2011 del Sagres, un risultato veramente immeritato considerando la qualità della prestazione e le condizioni di emergenza assoluta con cui la squadra si è presentata all’ultima partita. Il blog però non va in vacanza: appuntamento alla prossima settimana con le statistiche definitive e il pagellone finale!

Le pagelle.

Sonnoli 7,5: dimostra di essersi ripreso molto bene dopo gli errori in semifinale ed è grazie alle sue parate che il Sagres riesce a rimanere in partita fino al termine del match. Forse è un po’ in ritardo sul tiro da lontano del 2-1, ma è l’unica sbavatura all’interno di 40 minuti pieni di concentrazione e reattività. Straordinaria una parata a mano aperta, da terra, nell’uno contro uno di fronte a un avversario solissimo, con il braccio che si allunga come fosse di gomma. Tiramolla.
Cammelli 7,5: è l’unico difensore puro in campo e deve ricorrere a tutta la sua esperienza per metterci una pezza quando serve. Guida la difesa con l’autorità di un Beckenbauer e si fa saltare solo una volta in occasione del 3-1, e comunque a risultato ampiamente compromesso. Nel finale si butta avanti con tutta la generosità di cui dispone, impegna il portiere con un tiro da fuori e all’ultimo minuto semina il panico con una discesa irresistibile sulla destra conclusa con un tiro deviato in calcio d’angolo. Slalom.
Barzagli 7: stavolta la palma di re degli autogol va a lui con una rete e mezzo nella porta sbagliata. Nel primo tempo devia infatti col petto un pallone a mezz’altezza, mentre nella ripresa il suo tocco di suola su tiro da lontano è molto più leggero e probabilmente meno decisivo. Autoreti a parte, alla seconda partita consecutiva in difesa fornisce una prestazione determinata e molto convincente, soffrendo poco gli attaccanti dell’Olimpia e dando un contributo non banale in fase di impostazione. Regista.
Molinelli s.v.: gioca al massimo quattro minuti divisi in due spezzoni, tocca pochissimi palloni ma fa quasi il miracolo spedendone uno fuori di un niente. Rimpianto.
Sanna 8: all’ultima partita della stagione offre una delle migliori prestazioni dell’intero campionato, e riesce nel difficile compito di coniugare attitudine difensiva e pericolosità palla al piede. Segna il gol del pareggio, colpisce due pali da calcio d’angolo e mette lo zampino praticamente in tutte le azioni della squadra, seminando spesso il panico nella retroguardia avversaria quando parte da lontano per creare superiorità con i suoi dribbling. Peccato non averlo visto sempre così, ma avrà tempo per rifarsi. Incisivo.
Cirelli 7: dopo aver assaggiato il campo sia come portiere che come giocatore di movimento, stavolta gli tocca disputare una gara intera da unica punta, e proprio contro una delle squadre più forti affrontate quest’anno. Data la caratura dell’avversario non sfigura affatto, tutt’altro, e pur non riuscendo ad andare al tiro è preziosissimo per come fa spazio agli inserimenti da dietro e per il pressing sui difensori. A fine partita sembra quasi il più fresco di tutti nonostante la temperatura di 3000° Fahrenheit. Esagerato.

martedì 24 maggio 2011

Semifinale Pool Scudetto Serie C: Sagres F.C. 2-6 A.S.Surdi (Ferraro, Magi).

Tre minuti di follia sono costati al Sagres la finale playoff del campionato di serie C. Dopo aver giocato ad armi pari con gli avversari, ribattendo colpo su colpo e trovandosi sotto di un solo gol, gli uomini di Cirelli hanno pagato carissimo uno sbandamento a inizio ripresa lungo appunto tre giri d’orologio, nel quale hanno incassato in rapida successione altrettanti gol che hanno scavato un solco incolmabile; peccato, ma in ogni caso la partita che i portoghesi dovevano vincere era quella della settimana scorsa, e in quell’occasione non hanno fallito.
Tranne Molinelli, ancora ai box, per una volta la formazione è al completo e il Bister può permettersi di scegliere: inizialmente vanno in campo Sonnoli, Cammelli, Barzagli, Magi e Ferraro, con Falangi e Sanna in panchina. Gli A.S.Surdi sono forti di un attacco da più di 160 reti stagionali, dunque la tattica studiata da Cirelli prevede una copertura totale degli spazi grazie al lavoro in fase difensiva di Magi, mentre a Ferraro viene affidato il compito di tenere palla e possibilmente far male in contropiede. L’inizio del match sembra dar ragione al Carletto Mazzone pratese: gli avversari tengono palla ma producono solo una serie di passaggi orizzontali che non porta al tiro, mentre i bianco-rossoverdi vanno vicinissimi al gol con Magi, che in due occasioni consecutive viene lanciato da Ferraro, tenta il tocco sotto ma trova le risposte miracolose del portiere. Poco dopo, però, l’estremo difensore altrui può fare ben poco quando Ferraro supera due difensori (uno dei quali con un sombrero delizioso) e scarica in rete da pochi passi il pallone dell’1-0. La situazione è la più favorevole per il Sagres, tuttavia la squadra perde compattezza con il passare dei minuti e subisce due gol in rapida successione, fortunatamente riequilibrati dal pareggio di Magi. In chiusura di tempo gli A.S.Surdi si riportano in vantaggio su punizione e vanno al riposo avanti 3-2. Come detto in apertura, l’inizio della ripresa segna l’andamento dell’intera partita a causa di tre minuti di blackout generale: i portoghesi perdono alcuni palloni balordi, subiscono dei contropiedi evitabili e finiscono per incassare tre gol, dimostrando peraltro di non essere fortunati quando Cammelli devia sotto l’incrocio dei pali un pallone destinato al terzo anello. Il Bister chiama il pressing e mette in campo una formazione iper-offensiva, ma la rete che potrebbe riaprire il discorso non arriva (Sanna ne sfiora un paio, Ferraro reclama un rigore netto, Falangi coglie un palo) e per i bianco-rossoverdi la corsa si ferma in semifinale.
Partita strana, giocata alla pari per un tempo e persa malamente a causa di alcuni brutti errori concentratisi tutti in un arco di tempo talmente ridotto da non consentire neppure di chiamare un timeout per dare respiro ai giocatori. Perdere non fa mai piacere, ma la sconfitta è comunque indolore: ciò che contava era essere promossi in serie B e questo obiettivo è stato centrato, perciò dobbiamo essere tutti orgogliosi della stagione che abbiamo disputato e possiamo festeggiare senza troppi rimpianti.

Le pagelle.

Sonnoli 6-: dopo le parate incredibili nei quarti di finale incappa in una partita storta, specie quando deve opporsi ai calci di punizione dal limite. Inizia con un paio di buoni interventi, poi incassa alcuni gol evitabili e si innervosisce un po’, ritrovando la solita freddezza a risultato ormai compromesso. Niente di grave, la sua grandissima stagione non verrà certo offuscata da questa prestazione non del tutto convincente. Seratuccia.
Cammelli 6,5: rispetto a lunedì scorso anche lui appare un po' sottotono e non riesce a fornire una delle sue classiche prove difensive mastodontiche, pur non demeritando. Saltato alcune volte di troppo rispetto al suo standard, prova a rimediare con il mestiere di cui non difetta, ma non sempre riesce a tappare tutti i buchi. Ciliegina sulla torta l'autogol con cui segna il quarto gol avversario, un tocco di coscia che rende assolutamente imprendibile un tiro altrimenti centrale. Niccolai.
Barzagli 6: viene schierato da subito in difesa e all'inizio si adatta molto bene al campo grande, che probabilmente gli ricorda uno di quei terreni da calcio a 11 su cui si trova a suo agio. Commette un errore sul gol del l'1-1 e da quel momento perde un po' la bussola, come dimostrano i falli con cui concede agli avversari molte punizioni pericolose dal limite. Migliora nella seconda parte della ripresa, quando si inventa anche un grande assist per Sanna che però non aggancia davanti al portiere. Incompreso.
Falangi 6/7: non gioca moltissimo a causa di una forma fisica generale non proprio smagliante, tuttavia quando entra fa valere la sua tecnica e la sua visione di gioco superiori alla media. Partendo da dietro salta spesso l'uomo e crea la superiorità necessaria per andare al tiro, anche se cerca più spesso l'assist per i compagni. Coglie un palo nel finale e forse lascia qualche buco di troppo dietro, ma tirando le somme è uno dei più positivi. Conferma.
Magi 7: è uno dei pochi, forse l'unico, a giocare con la stessa intensità del quarto di finale con il Pratofinish, e risulta senza dubbio il migliore dei suoi. Corre per tre e questo forse gli toglie lucidità davanti al portiere (autore comunque di due veri miracoli contro di lui), ma per il resto la sua prova è encomiabile sotto tutti i punti di vista. Con il gol segnato quasi raggiunge Sanna in testa alla classifica dei marcatori della squadra, una cosa letteralmente impensabile fino a pochi mesi fa. Bomber.
Ferraro 6,5: inizia come un’iradiddio, servendo due assist di gran lusso a Magi e segnando un gol strepitoso sia nel controllo che nella finalizzazione. Nel secondo tempo, però, rientra meno e perde alcuni palloni da cui scaturiscono contropiedi letali, come nel sesto gol avversario, denunciando una perdita progressiva di lucidità che si palesa anche in un paio di ghiotte occasioni fallite. Paradossale come l’arbitro non gli fischi nulla, forse un caso di rivalità tra fischietti? Gelosia.
Sanna 6+: teoricamente gioca in attacco, ma tra mancate assistenze e lavoro difensivo in pratica va al tiro giusto un paio di volte in tutta la gara. Dal punto di vista dell’impegno e del sacrificio è tra i migliori, non fa mai mancare il suo aiuto dietro e quando c’è da pressare è il primo a disturbare gli avversari, peccato però che non risulti altrettanto efficace davanti. Rischia di finire la stagione sotto i 30 gol, lo perdoniamo perché si sposa ma dal prossimo anno deve tornare a pedalare. Distratto.

Cirelli 6,5: come sempre studia la tattica nei minimi particolari, e finché la squadra non si scollega del tutto dal match per quei tre maledetti minuti il suo piano funziona piuttosto bene. Dopo l’imbarcata prova a rimediare mettendo dentro tutti i giocatori più offensivi, che premono a lungo ma non riescono a trovare il gol. L’unico rimprovero che gli si può muovere è il non essere riuscito a riattivare i suoi durante il blackout decisivo, ma va detto che la successione delle reti avversarie è stata davvero rapidissima. Sorpreso.

mercoledì 18 maggio 2011

Quarti di finale Pool Scudetto Serie C: Pratofinish 2-4 Sagres F.C. (Magi 2, Sanna, Ferraro).

Nuntio vobis gaudium magnum: habemus Serie B! Nel momento più importante della stagione il Sagres ha sfoderato una partita splendida per intensità, impegno e voglia di vincere, e superando nei quarti di finale dei playoff il Pratofinish, vincitore del girone A, si è così guadagnato l’agognata promozione.
Falangi è assente, Barzagli è squalificato e Molinelli, pur provando prima del fischio iniziale, non riesce a superare l’infortunio patito la scorsa settimana; per Cirelli il quintetto è dunque obbligato ed è composto da Sonnoli, Cammelli, Magi, Ferraro e Sanna. Le indicazioni del Bister sono chiarissime: squadra corta, niente pressing e marcature a uomo, nel tentativo di lasciare l’iniziativa agli avversari per poi colpirli in contropiede senza però sprecare troppo energie, vista la panchina cortissima. Nella prima parte di gara il piano riesce perfettamente, il Pratofinish tiene palla senza riuscire a trovare spazi utili e i portoghesi lo mettono in difficoltà con il loro gioco diretto e verticale; purtroppo, però, in avanti la squadra manca di precisione, e prima Ferraro e poi Sanna concludono fuori di poco da buona posizione. Il capitano, generosissimo nei ripiegamenti, mostra di non essere in gran serata sotto porta quando sbaglia due gol già fatti, non riuscendo a insaccare da un metro due cross molto forti dei compagni. Intorno a metà tempo gli avversari si svegliano e costruiscono una palla gol clamorosa sfruttando un rimpallo, ma per fortuna il tiro del loro numero 17 incoccia nel palo interno e viene abbrancato da Sonnoli. La partita si fa più equilibrata, con una leggera prevalenza del Pratofinish, e all’intervallo il risultato è ancora inchiodato sullo 0-0. I bianco-rossoverdi iniziano la ripresa senza cambiare atteggiamento, tuttavia le energie cominciano a calare e gli attaccanti altrui ne approfittano per andare al tiro con continuità; Sonnoli non ci sta, chiude il bandone e non lascia passare nemmeno uno spillo. Il Sagres è comunque veramente in difficoltà per la prima volta nel match, non riesce a tenere palla e ad uscire dalla propria trequarti: la logica conseguenza di ciò è l’1-0 del Pratofinish, che sfrutta un errore in appoggio di Ferraro per ripartire e andare a segno. Subito dopo i portoghesi rischiano di subire il 2-0, con un attaccante che manda fuori da meno di un metro, e capendo di non poter perdere tempo Cirelli chiama il pressing alto, cosa che mette subito in difficoltà la retroguardia avversaria, lenta e poco reattiva. Un paio di minuti dopo lo svantaggio i bianco-rossoverdi pareggiano: Ferraro innesca Sanna in velocità, il portiere respinge il tiro del capitano ma la palla resta a ballonzolare sulla linea e Magi, in versione Flash, irrompe e segna. La partita si infiamma e diventa da cardiopalma, specie per chi è costretto ad assistere dalla panchina. Il Pratofinish segna il 2-1 con una botta su punizione del numero 9, ma ancora una volta il Sagres risponde immediatamente con Sanna, che realizza la rete più difficile (dribbling sul proprio marcatore e sinistro millimetrico sul secondo palo) dopo gli errori del primo tempo. Sonnoli continua il show (incredibile una parata su un tiro da fuori deviato da Magi) e in avanti la squadra guadagna metri. A meno di 10' dal termine Sanna va a pressare e contrasta un avversario, tocca con un braccio ma l’arbitro giudica involontario l'intervento; il Pratofinish però si ferma e, dopo un primo tiro del numero 17, la palla capita sui piedi di Magi, che non ci pensa due volte e conclude quasi da metà campo: la conclusione del Pelatissimo è secca e precisa, il portiere non riesce ad arrivarci ed è 3-2 per i portoghesi, in vantaggio per la prima volta. Gli ultimi minuti scorrono lentissimi, tra angoli avversari in serie, un palo esterno su tocco di Cammelli verso la propria porta e altre parate di un Sonnoli davvero strepitoso. Quando mancano solo un paio di minuti ecco l’apoteosi: Ferraro batte una punizione dal limite (tocco di mano fuori area del portiere, nemmeno ammonito…) e trova il pertugio tra palo e barriera, regalando la certezza della vittoria ai suoi. Il 4-2 viene suggellato dall’ultima, grande parata del portiere-pallanuotista, e al fischio finale la gioia travolgente dei bianco-rossoverdi può esplodere.
Una grandissima impresa: questa la miglior definizione di quanto fatto dal Sagres. In formazione rimaneggiata e squilibrata, con un solo difensore di ruolo e due punte poco portate alla fase difensiva in campo per tutto il match, serviva una prova di intensità straordinaria per strappare la vittoria a una squadra che, ricordiamolo, ha perso solo due volte nella regular season e aveva incassato l'ultima sconfitta prima di questa all’ottava giornata del girone di andata. Con determinazione esemplare e capacità di andare oltre i propri limiti da parte di tutti è stato raggiunto il traguardo tanto agognato, la serie B; la stagione già adesso può dirsi un successo, tuttavia non bisogna scordarsi che c’è ancora in palio il titolo della C. Lunedì prossimo la semifinale: crediamoci, força Sagres!

Le pagelle.

Sonnoli 9,5: prestazione pazzesca della boa prestata al calcetto, che nella partita più importante della stagione dimostra di essere un portiere vero. Poco sollecitato fino a metà primo tempo, viene chiamato all’intervento con frequenza sempre maggiore e finisce per ricevere moltissimi tiri, quasi tutti respinti grazie a parate eccezionali per riflessi e coordinazione. In dubbio fino all’ultimo, arriva atteso come se fosse il Messia e in campo dispensa miracoli che paioni ispirati dallo Spirito Santo. Salvatore.
Cammelli 9: quando, sul punteggio di 3-2, respinge almeno tre conclusioni avversarie di fila, da sinistra a destra, viene quasi voglia di interrompere la partita, entrare in campo e fargli un monumento seduta stante. La sintesi della sua prestazione è in quel momento, metafora di una gara difensivamente fantastica, nella quale viene superato giusto un paio di volte e per il resto non commette neppure una sbavatura. Gli attaccanti del Pratofinish sembrano alpinisti che tentano di scalare una montagna e ogni volta vengono respinti. Everest.
Magi 9,5: le assenze lo costringono a giocare tutta la gara in difesa, ciò nonostante risulta l’uomo decisivo davanti grazie alla doppietta pesantissima che realizza. I gol non devono però far dimenticare l’ottima prova fornita in fase di contenimento, dove alterna come sempre il gioco duro alle ripartenze palla al piede con cui taglia a fette la squadra avversaria, proprio come una lama nel burro. Corona una stagione impensabile dal punto di vista realizzativo con due gol che sono la summa del suo calcio, velocità e caparbietà nel primo, tecnica e coraggio nel secondo. Enciclopedico.
Ferraro 8,5: ancora non ha movimenti difensivi coordinati con il resto dei compagni, tuttavia si fa perdonare per come gestisce da grande attaccante tante situazioni complicate. Servito spesso e volentieri spalle alla porta, finché la condizione fisica lo sostiene riesce a tenere palla e a far rifiatare la squadra, nonché a creare svariati grattacapi alla difesa altrui (più come assist-man che come finalizzatore). Col passare dei minuti la tallonite si fa sentire e il numero 8 stenta a fare entrambe le fasi, però è lui a chiudere il match con una punizione millimetrica. Giustiziere.
Sanna 8,5: consapevole che la vittoria passa anche dall’aiuto che dovrà dare dietro, è concentratissimo fin dal primo minuto e pensa quasi più a chiudere le entrate del suo uomo che ad attaccare. La mole di lavoro che deve compiere gli toglie lucidità davanti alla porta e nel primo tempo si divora tre occasioni enormi, dei veri e propri gol fatti, con errori non da lui. Ma nella serata in cui arrendersi sarebbe fatale, rinasce dalle proprie ceneri mettendoci lo zampino nel primo e nel terzo gol e tirando fuori dal cilindro una rete bellissima e tremendamente importante. Fenice.

Cirelli 9: deve affrontare la partita decisiva con una squadra numericamente ridotta all’osso e con un solo difensore di ruolo, eppure riesce a vincerla contro tutto e contro tutti grazie a una lettura tattica dell’incontro sempre lucida e concreta. Leone in gabbia, non riesce a stare fermo e passeggia nervosamente lungo la linea laterale come se volesse entrare, spronando di continuo i suoi e indicando loro la via da seguire. Al primo anno dopo il suo ritorno centra subito la promozione in serie B e si conferma Bister tra i più vincenti della storia. Vate.