La strada per la vittoria, come ogni sportivo sa bene, non è facile da percorrere; è piena di buche, di insidie e di pericoli nascosti, ma è solo affrontando le difficoltà che una squadra può arrivare ad ottenere dei risultati positivi. La sconfitta del Sagres contro il Timec, la seconda consecutiva dopo quella alla prima giornata, deve essere vista in quest'ottica: non un'occasione persa, piuttosto un'opportunità per maturare, capire gli errori e proseguire lungo il cammino intrapreso quest'anno. Il passo avanti è stato netto: se una settimana fa i portoghesi, pur perdendo all'ultimo minuto, non avevano giocato bene, stavolta hanno disputato una partita brillante, tenendo bene il campo contro avversari allenati e abituati da tempo a giocare insieme e mostrando che il nuovo corso di mister Nesi è figlio di un'intuizione tattica davvero azzeccata.
Zupo e Pagliuca sono out per infortunio, ma col ritorno di Barzagli e la presenza di Ballini (nonostante l'ora tarda) la panchina dei rossobianchi è comunque ben fornita. In campo vanno Chiani, Molinelli, Barzagli, Magi e Frassi, schierati da Nesi con il rombo provato una sola volta in allenamento, e fin dall'inizio è chiaro che il 3-1 (o meglio, l'1-2-1) con cui il Sagres occupa il terreno di gioco è più funzionale alle caratteristiche dei giocatori rispetto al vecchio 2-2, nonché maggiormente efficace contro squadre che giocano in modo speculare. La partita è perciò subito equilibrata, con i portoghesi a fare possesso palla aspettando che si apra il varco giusto e il Timec che si difende con ordine e prova a pungere in contropiede; le occasioni però latitano da ambo le parti, tolte due ripartenze avversarie nate da calci d'angolo battuti male (un classico). Dopo 5 minuti l'episodio che segna il match: un tiro senza pretese di un giocatore del Timec picchia sulla spalla di Magi e spiazza l'incolpevole Chiani, peraltro già pronto a parare senza problemi un pallone che, prima del tocco del numero 10, sembrava facile facile. È il gol che decide tutto e che i rossobianchi non riusciranno più a rimontare. I cambi di Nesi ravvivano il Sagres, che sfiora la rete con Ballini e Sanna, mentre Chiani è impeccabile nel chiudere la porta alle conclusioni avversarie. Nell'ultimo minuto il punteggio rischia di cambiare due volte: prima Barzagli mette fuori da posizione defilata una respinta del portiere su tiro di Ballini, quindi il Timec va al tiro ravvicinato sfruttando un buco di Molinelli e Chiani deve compiere un miracolo di puro istinto per salvare la sua porta. Nella ripresa i portoghesi vengono irretiti dal buon palleggio degli avversari, che tengono di più il pallone per evitare di subire azioni pericolose. Ci sono comunque occasioni da rete per tutte e due le squadre, in particolare i rossobianchi sfiorano il pari con una punizione di Cammelli e una combinazione Magi-Sanna sventata dal portiere, che in uscita kamikaze anticipa di un soffio il capitano. Nel finale il Sagres si butta avanti alla disperata, rischia di incassare il 2-0 in contropiede ma va anche vicinissimo al pari: all'ultimo secondo Ballini batte una punizione dal limite, la palla respinta arriva a Sanna che tenta il tocco vincente ma trova ancora una volta la risposta del portiere.
Al fischio finale si materializza così la seconda sconfitta in due partite per gli uomini di Nesi, tuttavia i segnali positivi ci sono stati e fanno sì che, risultato a parte, la prestazione non vada assolutamente sottostimata. Adesso servono i punti, ma c'è la convinzione che con il nuovo sistema di gioco la squadra potrà togliersi le sue soddisfazioni.
Le pagelle (voti del mister).
Chiani 7,5: seconda partita e altra ottima prestazione per il nuovo portiere del Sagres, bravissimo a limitare il passivo ad una rete tenendo così la squadra incollata agli avversari. Il Timec non lo bombarda, ma lui è sempre presente quando viene chiamato in causa e si mette in luce con alcune parate eccellenti su azioni di contropiede. Non può nulla sull'autogol di Magi. Beffato.
Molinelli 6,5: all'inizio stenta un po' a calarsi nella parte dell'ultimo uomo nel rombo, ruolo nel quale non giocava da alcune ere geologiche. Sale troppo spesso e lascia qualche buco pericolosissimo, poi però si adatta alla nuova situazione e mostra una discreta scioltezza sia in chiusura che in impostazione. Da applausi un intervento acrobatico con cui sventa una verticalizzazione letale degli avversari. Shaolin.
Cammelli 6,5: anche lui non ha grande dimestichezza con i compiti richiestigli come vertice basso e all'inizio mostra qualche incertezza, riuscendo comunque sempre a salvarsi grazie all'esperienza. Abituato a giocare con un compagno al fianco, all'inizio è disorientato e tende a cercare l'anticipo sulla linea di metà campo, ma con lo scorrere dei minuti acquisisce sicurezza e riesce a disimpegnarsi efficacemente. In impostazione può fare di più, ma non è una novità. Ruvido.
Barzagli 7: alla prima presenza dopo l'operazione agli occhi, il numero 1+8 convince tutti grazie a una prestazione di sostanza sia in attacco che in fase difensiva. Come laterale offre buona corsa, tempismo nelle chiusure e capacità d'inserimento, tanto da risultare subito tra i migliori (forse anche grazie alle ritrovate diottrie). Sbaglia un gol abbastanza clamoroso nel primo tempo, peccato che non esista un intervento per rimettere a posto i piedi. Ortopedia.
Sanna 6,5: gioca più lontano del solito dalla porta, in posizione di laterale sinistro, e come nella partita d'esordio si segnala per lo spirito di sacrificio e il grande impegno che mette in campo. Molto diligente in fase di ripiegamento, non ha a disposizione palloni clamorosi per andare al tiro e deve arrangiarsi con qualche conclusione dal limite che scalda le mani al portiere. All'ultimo secondo avrebbe la palla dell'1-1 sul destro, ma la sfera gli resta troppo sotto e il tiro seguente è troppo debole per insaccarsi. Sfiga.
Magi 7: anche lui gioca in posizione laterale e come i compagni non difetta di polmoni, ai quali aggiunge il solito fosforo e la consueta precisione in fase d'impostazione. Forse si preoccupa troppo di difendere e per questo incide meno di quanto potrebbe nella metà campo avversaria, ma alcuni palloni che serve (in particolare uno per Sanna) sono da applausi. Sfortunato sull'autogol, che lo conferma specialista del ramo. Niccolai.
Frassi 6,5: gioca come boa e quando riceve palla spalle alla porta raramente la perde, riuscendo a difenderla di fisico e di tecnica per poi smistarla con profitto. Ancora non brillantissimo fisicamente, tira poco e forse difetta della lucidità necessaria per servire di prima i compagni, cosa che permetterebbe loro di godere di spazi maggiori, ma sono dettagli nel contesto di una prova positiva. Deve ancora abituarsi al pallone a rimbalzo controllato, come dimostrano un paio di "pielle" che partono dal suo piede. Disorientato.
Ballini 6,5: anche lui occupa la posizione di vertice altro, offrendo però un'interpretazione assai diversa del ruolo. Molto verticale, appena riesce a liberarsi del mercatore tenta il tiro e sfiora anche il gol in più occasioni, tuttavia non disdegna il passaggio verso l'uomo libero pur mancando un po' di precisione. Bersagliato dai falli, si segnala per fare sempre molta scena quando viene colpito. Oscar.
Nesi 7 (voto mio): lo schema testato una sola volta in allenamento arriva alla prova pratica e si dimostra efficiente oltre ogni più rosea previsione, confermando dunque di essere basato su osservazioni ed esperienze concrete del mister. In panchina si fa sentire e guida i suoi giocatori con grinta e carattere, cosa non banale se si pensa che anche lui è appena arrivato. Unico appunto per la mancata consultazione dell'orologio che gli fa ritardare fatalmente la chiamata del pressing. Sector.
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